La scuola-villaggio vacanze



Nonostante un disgraziatissimo giorno di pioggia e vento mi abbia regalato un bel raffreddore (con mal di gola e scatarramenti annessi), sono ancora discretamente in vita e in vena di riflessioni.

Il corso di svedese si avvia a conclusione ed è tempo di tirare le somme (lo faccio ora perchè se lo faccio dopo l'esame finale potrei essere ingeneroso e lasciarmi andare al turpiloquio...).

La Mittuniversitetet, mi dicono, sia relativamente giovane come istituzione ed è sparpagliata tra Sundsvall,Härnösand e Östersund. Il campus di Härnösand è rigorosamente nel bel mezzo della città e circondato da verde e numerose aziende (che pare attraversino frequentemente la strada per andarsi a pizzicare i propri futuri dipendenti tra i giovani virgulti universitari).

La classe-tipo comprende  una aula con tantissima luce, banchi e sedie discretamente comodi, lavagne, proiettori, pc collegati ad internet....
So benissimo che fare l'elenco di quello che è presente in un'aula è alquanto patetico, ma lo diventa meno quando si è abituati a posti dove si inscenano tragedie greche per aver del gesso dai "bidelli" o dove avere un pc in classe equivale ad avere una playstation pronta all'uso.

La didattica, poi, è di tutto rispetto.
E' vero che parliamo di un corso di lingua intensivo (e magari anche altrove avremmo avuto analogo trattamento), ma trascorrere 2 settimane tra lezioni frontali e mille attività parallele a supporto della didattica è una esperienza che, mutatis mutandis, uno svedese in Italia non credo avrebbe pototuo fare.
Onnipresenti sono la tecnologia e la multimedialità : tutti i docenti sono in grado di usare un pc e non c'è niente di strano  ad attingere nella Rete, video, canzoni e quant'altro per integrare e supportare le lezioni frontali.
Studiare lo svedese-base, in modalità villaggio-vacanze (cacce al tesoro con premi, lezioni all'aperto, attività di gruppo, canzoni,giochi da tavolo e sguinzagliamenti per la città alla ricerca di cibi, bevande e abitudini locali), con docenti (almeno 3-4 per meno di 30 persone...altro che le classi pollaio della Gelmini) altamente qualificati (gente che studia da 15 anni la didattica dello svedese per stranieri) è sintomo di una volontà di qualità della didattica e dell'istruzione in generale che è totalmente agli antipodi del vezzo italico del "taglio" a scuola e università.

E qualche locale mi dice che asili e scuole elementari sono trattate finanche meglio, perchè vige il criterio per cui l'istruzione obbligatoria deve formare il grosso cittadini e deve far fronte alle differenti esigenze dei locali e degli immigrati.
Tenterò di saperne di più su asili e scuole elementari. Magari evitando di appostarmi nei paraggi...


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